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 Articolo N.ro 1953 | Edizione N.ro 59 | 2007

Allarme virus!

Con i primi freddi dell'anno tornano a fare la loro comparsa quei virus fastidiosi che presto o tardi si impadroniscono delle nostre vie respiratorie. Lo stato influenzale che ne deriva provoca spesso rinite, dolori articolari e febbre. Non esiste infatti un solo virus dell'influenza, ma numerosi agenti patogeni che procurano sintomi simili.

Il virus dell'influenza rimane una minaccia per una certa frangia della popolazione. Deve essere trattato in modo specifico attraverso la vaccinazione o un'adeguata prevenzione omeopatica.

Il freddo, il fumo, le bevande alcoliche o addirittura determinati farmaci rendono più vulnerabile il nostro sistema immunitario, che diventa meno efficace. Bisogna quindi essere molto vigili e reagire fin dai primi segni (brividi, mal di testa, febbre ecc.) per evitare la sovrainfezione e il peggioramento.

L'omeopatia: elasticità ed efficacia

Alcune misure di semplice attuazione possono talvolta evitarci di arrivare a questo punto: alla prevenzione contribuiscono un'alimentazione equilibrata, un'attività fisica regolare, il fatto di arieggiare e non surriscaldare gli ambienti della casa (le mucose disidratate sono più fragili).

L'omeopatia consente di curare sia la causa che i sintomi di questi stati influenzali cosi spossanti. Alcuni medicinali specifici vengono infatti preparati a partire da ceppi molto ricchi di virus, in modo da assicurare una copertura antivirale molto ampia. Il loro uso sarà preventivo (una dose alla settimana) o curativo, con l'intento di agire sull'organismo nella sua globalità. Il sollievo può essere accelerato se si associano tali medicinali a dei rimedi che trattano i segni clinici della malattia: Rhus toxicodendron per i dolori articolari, le rigidità, la febbre in aumento, oppure Eupatorium quando la febbre è accompagnata da dolori muscolari e sensibilità dei globi oculari. Si possono usare anche Belladonna, Gelsemium o Aconitum napellus. I farmaci omeopatici, inoltre, si rivolgono a tutta la famiglia, compresa la donna gravida, perché privi di effetti secondari.




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Dr. Stéphane Hoën Dr. Stéphane Hoën
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