Con i primi freddi dell'anno tornano a fare la loro comparsa quei virus fastidiosi che presto o tardi si impadroniscono delle nostre vie respiratorie. Lo stato influenzale che ne deriva provoca spesso rinite, dolori articolari e febbre. Non esiste infatti un solo virus dell'influenza, ma numerosi agenti patogeni che procurano sintomi simili.
Il freddo, il fumo, le bevande alcoliche o addirittura determinati farmaci rendono più vulnerabile il nostro sistema immunitario, che diventa meno efficace. Bisogna quindi essere molto vigili e reagire fin dai primi segni (brividi, mal di testa, febbre ecc.) per evitare la sovrainfezione e il peggioramento.
Alcune misure di semplice attuazione possono talvolta evitarci di arrivare a questo punto: alla prevenzione contribuiscono un'alimentazione equilibrata, un'attività fisica regolare, il fatto di arieggiare e non surriscaldare gli ambienti della casa (le mucose disidratate sono più fragili).
L'omeopatia consente di curare sia la causa che i sintomi di questi stati influenzali cosi spossanti. Alcuni medicinali specifici vengono infatti preparati a partire da ceppi molto ricchi di virus, in modo da assicurare una copertura antivirale molto ampia. Il loro uso sarà preventivo (una dose alla settimana) o curativo, con l'intento di agire sull'organismo nella sua globalità. Il sollievo può essere accelerato se si associano tali medicinali a dei rimedi che trattano i segni clinici della malattia: Rhus toxicodendron per i dolori articolari, le rigidità, la febbre in aumento, oppure Eupatorium quando la febbre è accompagnata da dolori muscolari e sensibilità dei globi oculari. Si possono usare anche Belladonna, Gelsemium o Aconitum napellus. I farmaci omeopatici, inoltre, si rivolgono a tutta la famiglia, compresa la donna gravida, perché privi di effetti secondari.