Il paracetamolo è l'antidolorifico e l'antipiretico (farmaco contro la febbre) più prescritto, e anche il più acquistato nei paesi occidentali come prodotto da automedicazione. A seconda delle forme galeniche, può essere somministrato a neonati, bambini, adulti, donne gravide, neomamme che allattano e anziani.
Il paracetamolo può essere utilizzato negli stati febbrili e dolorosi, ma non agisce sulle infiammazioni, contrariamente ad altri antalgici quali l'aspirina o l'ibuprofene.
Il paracetamolo viene quasi sempre ben tollerato, con alcuni rari casi di allergia per lo più cutanea. In caso di dubbio, tuttavia, si consiglia di interrompere immediatamente il trattamento e di consultare un medico al più presto. Il paracetamolo rimane comunque controindicato in caso di insufficienza epatica. Per questo motivo, gli anziani devono assumerlo sotto controllo medico.
Sintomo di cui si auspica la rapida scomparsa e messaggio di un corpo sofferente, il dolore deve essere analizzato prima di optare per l'automedicazione.
Il dolore è il sintomo che si presta maggiormente all'automedicazione. Per minimizzare il rischio di errori terapeutici vanno tuttavia osservate alcune elementari regole.
Alcune sue caratteristiche, come l'esordio improvviso o l'intensità, devono indurre il paziente a farsi visitare quanto prima. Anche la regolarità e la sede sono indicative di una potenziale gravità. Idem dicasi per la comparsa di altri sintomi, per esempio di febbre.
È ormai trascorsa l'epoca in cui il dolore era redenzione. Oggi la gestione di questa problematica è una delle principali preoccupazioni dei professionisti della salute. D'altro canto, se è vero che il paracetamolo viene utilizzato come analgesico nell'automedicazione, è altrettanto vero che i medici lo prescrivono spesso.