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 Articolo N.ro 2809 | Edizione N.ro 70 | 2010

Il primo vaccino contro il cancro

All’inizio del 2007 un nuovo progresso della medicina finiva in prima pagina dei giornali: in Svizzera iniziava la commercializzazione del primo «vaccino contro il cancro», un vaccino contro i papillomavirus umani (HPV) responsabili del cancro del collo dell’utero.

Questo evento ha contrassegnato l’inizio di un successo che si misura sulla base del numero di donne vaccinate: 1,5 milioni in Europa. In Svizzera il cancro del collo dell’utero colpisce 250 donne all’anno, tra cui miete circa 90 vittime. Dalla metà del 2008 le ragazzine di 11-19 anni possono farsi vaccinare gratuitamente; anche le giovani donne nella fascia di età 20 – 26 anni possono beneficiare di questa vaccinazione, il cui costo è parzialmente coperto dalle assicurazioni complementari.

Recentemente Swissmedic ha omologato una nuova indicazione del vaccino contro i HPV: le neoplasie vaginali che rischiano di trasformarsi in cellule tumorali. Ogni anno, nel nostro paese, vengono diagnosticati tra gli 84 e i 110 casi di cancro vaginale. Quando il tumore è limitato alla vagina, le possibilità di guarigione sono del 63%. Se invece il tumore si è esteso alla mucosa vescicale e/o rettale, scendono al 23%. Come sempre, è pertanto fondamentale una diagnosi precoce. ­Attenzione quindi ai segni precursori: ­sanguinamento vaginale, perdite, dolori alla minzione e/o durante l’emissione delle feci.




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Rita Ducret-Costa Rita Ducret-Costa
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