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 Articolo N.ro 2795 | Edizione N.ro 70 | 2010

La vitamina D, indispensabile per il neonato

Durante i primi 12 mesi di vita, il neonato si sviluppa in modo estremamente rapido, crescendo a vista d’occhio e moltiplicando il proprio peso.

Per consentire alle ossa di seguire il ritmo, il bam­bino ha bisogno di vitamina D, che contribuisce al riassorbimento di calcio e fosfato, fissandoli sull’ossatura e favorendo uno sviluppo equilibrato dello scheletro.

Nel neonato, la carenza di vitamina D può essere causa di rachitismo. La Società Svizzera di Pediatria raccomanda di somministrare a tutti i bambini, allattati o meno, 300-500UI (UI = Unità Internazionale) di vitamina D3 al giorno, generalmente a partire dalla seconda settimana di vita. La carenza di vitamina D aumenta anche il rischio di diabete di tipo 1, infezioni, malattie autoimmuni, cancro e osteoporosi.

Il corpo umano è in grado di sintetizzare da solo la vitamina D grazie ai raggi solari di tipo UVB. La preziosa vitamina è anche presente in certi alimenti, sebbene in quantità modeste. Alcuni studi clinici recenti dimostrano tuttavia che il nostro attuale stile di vita, caratterizzato dalla lunga permanenza al chiuso e dalla necessità di applicare la crema solare non appena usciamo all’aria aperta, rischia di frenare la sintesi della vitamina D.

Una parte notevole della popolazione ha quindi una carenza di vitamina D. Per le donne durante la gravidanza e l’allattamento, gli anziani e i soggetti che presentano un particolare rischio di osteoporosi, è consigliata la supplementazione, che non è pertanto una prerogativa dei soli neonati. Per accertare l’eventuale carenza di vitamina D è sufficiente un prelievo di sangue.




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Dr. Priska Binz Nocco Dr. Priska Binz Nocco
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